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Victoria and Albert Museum

The Jameel Gallery

London, UK

2005-2006

La collezione della Jameel Gallery al V&A rappresenta una delle più prestigiose e ampie raccolte d’arte islamica, con oltre 400 capolavori che coprono in un arco cronologico di 1000 anni. La ristrutturazione della galleria prosegue il programma di rinnovamento museale iniziato nel 2002 con le British Galleries, inserendosi nel più ampio contesto della rivalutazione dell’arte islamica nei maggiori musei del mondo.

Progetto museografico: Oliver Salway, Softroom Architects, Londra

La sfida

Fulcro della collezione è il tappeto di Ardabil, capolavoro dell’artigianato iraniano, che il progetto prevedeva di esporre orizzontalmente a livello del pavimento: per il tappeto più grande al mondo doveva essere realizzata la vetrina più grande al mondo, una “stanza” vetrata di oltre 70 m2.

Le vetrine laterali dovevano essere prive di montanti metallici e di basamento, con un’unica anta - alta fino a 6 m - interamente apribile per garantire agli operatori un facile accesso.

Ulteriori sfide erano rappresentate dalla necessità di realizzare un pavimento rialzato di ridotta portata cui ancorare le vetrine, dalla richiesta di rivestire in marmo le parti metalliche, dagli standard di tutela e tenuta d’aria, dieci volte superiori alle norma, e, infine, dal poco tempo a disposizione, 12 mesi, dall’ingegnerizzazione alla realizzazione dei prototipi, all’installazione.

La soluzione

La collezione di tappeti della Jameel Gallery è unica al mondo. Per la sua opera più prestigiosa, il tappeto di Ardabil, è stata sviluppata una vetrina speciale – una ‘stanza’ di 7 x 11 m, alta 3 – che ha soddisfatto pienamente le richieste del progettista. Benché il disegno originale prevedesse una semplice porta su uno dei lati, sviluppandolo ci si è resi conto che lo spazio da lasciare intorno al tappeto non solo avrebbe richiesto una vetrina più ampia, ma avrebbe tenuto i visitatori a troppa distanza dal manufatto.

Di contro il Laboratorio Museotecnico ha progettato e ingegnerizzato un sistema innovativo a sollevamento dell’intero perimetro vetrato (36 m). Il risultato è una vetrina i cui lati, composti da lastre in vetro antiriflesso saldate tra loro, si sollevano per mezzo di un sistema di viti telescopiche comandate simultaneamente da una catena e collocate in una fessura realizzata nel pavimento. Come risultato i visitatori possono godere di un’ottima visuale e i curatori effettuare agevolmente le operazioni di manutenzione.

Per esporre gli altri tappeti, il designer ha progettato vetrine verticali addossate, con ante grandi fino a 6 x 3 m, apribili da un solo operatore. Per sopportare questi carichi sono state realizzate cerniere a quadrilatero articolato eccezionalmente robuste. In più i prototipi hanno mostrato la necessità di costruire telai in alluminio, precaricati con cavi ed aste di acciaio, per riuscire a sostenere in assoluta sicurezza le lastre di vetro. La soluzione, brevettata, ha permesso di assemblare le ante all’interno della sala, risolvendo così il problema non irrilevante di farle passare attraverso le porte del museo, di dimensioni appena sufficienti al passaggio delle sole lastre in cristallo; di alleggerire il peso delle ante stesse e, soprattutto, di impedire pericolose flessioni della lastra.

V&A, Softroom Architects e Goppion hanno vinto il “Best Commercial Fixture” Award al FX International Interior Design 2006 per la vetrina del tappeto di Ardabil.

Il progetto in numeri

Area espositiva: 660 m2 ; unità espositive: 42; lunghezza del fronte espositivo: 127 m