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The British Museum

The Waddesdon Bequest Gallery

Londra, UK

2014-2015

La Waddesdon Bequest,  superba collezione di tesori medievali e rinascimentali, venne  donata al British Museum nel 1898 dal Barone Ferdinando Rotschild. Formata nel XIX secolo sui mercati d’arte di Francoforte, Vienna, Londra e Parigi, la collezione è un ‘tesoro’ di oggetti preziosi e intricati, modellata sulle collezioni d’arte – le Kunstkammern - delle corti rinascimentali, e testimonianza tangibile dell’ascesa dei Rotschild come nuova aristocrazia europea.

Progetto museografico: Stanton Williams, London

L’architettura e l’exhibit design
Finanziata dalla Fondazione Rotschild, la nuova galleria dedicata alla collezione
consente, oltre alla valorizzazione di una delle raccolte artistiche più prestigiose del
Museo, una ricostruzione della storia del collezionismo e del gusto dell’800.
Il progetto di allestimento si rifà alle Kunstkammern nel desiderio di suscitare nel
visitatore un senso di sorpresa e di meraviglia, reinterpreta la collezione in chiave
moderna e rivitalizza uno degli spazi storici più importanti del British Museum, la
Reading Room dell’esposizione neoclassica di Robert Smirke.
La nuova galleria ricolloca la collezione nel suo contesto storico e ne accentua i
legami con la sua sede originale, la New Smoking Room del Waddesdon Manor,
dimora di campagna dei Rotschild, richiamata anche nel senso di intimità e nella
preziosa qualità dei materiali con i quali la galleria è realizzata.

La sfida
L’allestimento della sala prevedeva 10 vetrine incassate e 4 vetrine a isola a doppio
fronte, tre delle quali di dimensioni notevoli, le massime consentite dall’ambiente
in cui dovevano essere collocate. Per sfruttare al meglio gli spazi disponibili e
permettere al tempo stesso ai curatori l’accesso più ampio possibile alle vetrine,
senza ostacolarsi a vicenda, Goppion ha sviluppato, per le vetrine a isola, un nuovo
sistema di apertura motorizzata che riduce al minimo l’ingombro dell’anta in fase
di apertura. Un braccio di forma particolare (coach-hinge) estrae l’anta portandola
prima a disporsi parallelamente al lato lungo e poi, con una rotazione a 90°,
parallelamente al lato corto. La struttura portante delle vetrine è interamente in
cristallo, compresa la parete divisoria, a vantaggio della leggerezza visiva e della
possibilità di una visione d’insieme della galleria. Un sistema antivibrazione – shock
assorbment - protegge vetrine e contenuto dalle scosse causate accidentalmente
dal pubblico o da altre fonti. Tutte le vetrine sono climatizzate con sistema attivo.
L’illuminotecnica, progettata dallo studio londinese Lapd, prevede LED collocati
nel cappello e orientati sia all’interno che all’esterno della vetrina, consentendo
sia l’illuminazione degli oggetti esposti – senza abbagliamento del visitatore – sia
quella d’ambiente. Dotato di grande flessibilità, il sistema garantisce la possibilità
di modificare, in futuro, l’ordinamento delle opere esposte. Minuzioso e complesso,
infine, l’allestimento interno: tanti piccoli oggetti ognuno dei quali ha un proprio
sistema di supporto studiato ad hoc.