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The Art Institute

Chicago, US

2012

Situato in un edificio neoclassico inaugurato per l'Esposizione Mondiale del 1893, l’Art Institute di Chicago è il secondo museo artistico degli Stati Uniti, dopo il Metropolitan di New York.

Le collezioni del Museo, in origine costituite da calchi in gesso, si sono enormemente accresciute nel corso dei secolo grazie soprattutto a generosi lasciti privati fino a raggiungere oltre 300.000 opere provenienti da ogni parte del mondo e che spaziano dall’archeologia all’arte contemporanea.

Oggetto di un’incessante opera di rinnovamento, favorita da ricche sponsorizzazioni private, nel 2012 il Museo ha aperto al pubblico la nuova Jaharis Galleries e la sua raccolta di reperti archeologici greci, romani e bizantini: una nuova luminosa galleria che conduce il visitatore lungo un viaggio che dalle origini dell’arte occidentale lo porta alle soglie della Cristianità.

Progetto museografico: wHY Architecture (Los Angeles - New York)

La sfida

In linea con le scelte progettuali, le vetrine dovevano presentano un design essenziale e funzionale, quasi “neutro”, per esaltare le qualità delle opere esposte, e interferire il meno possibile con l’architettura dell’edificio e il suo dialogo con la città.

La soluzione

Le vetrine dell’Art Institute costituiscono un avanzamento tecnologico del sistema Q. Il ricorso all’ingegneria meccatronica per l’automazione dei pantografi delle vetrine a tavolo, ha consentito infatti di poter ridurre le dimensioni delle gambe in metallo, a tutto vantaggio della silhouette e dell’eleganza delle teche.

Ma l’esperienza di Chicago ha rappresentato anche un avanzamento in campo illuminotecnico. La collezione comprende infatti una consistente quantità di monete che, per motivi di conservazione, non possono essere direttamente esposte alle sorgenti luminose. Gli studi condotti in laboratorio, basati su un sistema messo a punto dal Museum of Fine Arts di Boston, hanno fatto propendere per un’illuminazione a LED di potenza posizionati in modo da dirigere il flusso luminoso contro una striscia di materiale riflettente in grado di emanare quella luce radente indispensabile per la migliore leggibilità delle monete.