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Smithsonian Institution, The National Museum of the American Indian

George Gustav Heye Center

New York, US

2009-2010

Il National Museum of the American Indians (NMAI) accoglie uno dei più importanti patrimoni culturali dei nativi americani dalle origini sino ai giorni nostri.  Con 825.000 oggetti provenienti da più di 1.200 gruppi indigeni dal Canada, dagli Stati Uniti, dal Messico, dal Sud America e dall’area caraibica, il museo ripercorre i 12.000 anni di storia e cultura di questi popoli. L’esposizione “Infinity of Nations”, aperta al pubblico nel 2010, mette in mostra, con un attento allestimento del George Gustav Heye Center di New York, circa 700 oggetti di particolare importanza culturale, storica ed estetica. 

Progetto museografico: Celia Imrey, Imrey Culbert LP, New York; Gerard Breen, NMAI – Exhibitions Department, New York

La sfida

Nel progetto avevano un ruolo centrale delle vetrine modulari a parete, la più grande delle quali è alta 3,65 metri e raggiunge una lunghezza di 13 metri. Queste vetrine dovevano garantire un’ottima visibilità dei reperti esposti (profili quasi invisibili, montanti strutturali e cielini in vetro, ante eccezionalmente grandi), un elevatissimo livello di tenuta all’aria e la massima funzionalità (possibilità di apertura da parte di un curatore con una sola mano).

Un’altra sfida era quella di ingegnerizzare la speciale vetrina “Pelle di bufalo”, di 3 metri per 2,40 per 1 metro di altezza, che doveva includere un piano inclinato, un vetro tagliato secondo una precisa sagoma e un sofisticato sistema elettrificato di apertura a sollevamento. In aggiunta alle già significative sfide ingegneristiche, tutte le componenti dovevano essere dimensionate e rese modulari così da poter essere trasportate attraverso un complesso percorso logistico che aveva inizio in Italia nella sede della  Goppion, per passare dal deposito di Long Island City, arrivando nella storica Custom House di Lower Manhattan, e infine essere innalzate, attraverso una scala interna dell’edificio, sino alle gallerie del secondo piano.

La soluzione

Tutte le vetrine hanno avuto un’ingegnerizzazione personalizzata in stretta collaborazione con i progettisti e il museo. I documenti del progetto erano stati completati al 65%, l’ideale per consentire il loro completamento usando il tipico processo di progettazione collaborativa della Goppion. Con l’aiuto di analisi strutturali FEM (Finite Elements Method), i progettisti della Goppion hanno sviluppato soluzioni alternative introducendo nel progetto il principio della tenuta O-ring. Le soluzioni progettuali sviluppate sono state perfezionate, presentate e sperimentate su un prototipo a grandezza naturale.

Una volta risolte le sfide tecnologiche, Goppion ha sviluppato l’engineering design in modo tale che tutte le componenti potessero essere agevolmente collocate nei container destinati al trasporto. Nel corso di 12 settimane, ben 14 containers sono stati preparati e spediti e il loro contenuto è stato installato in stretto coordinamento con il museo e i suoi contractors. Applicando il metodo unico della Goppion, basato sulla realizzazione di un prototipo per lo sviluppo dell’engineering, ed utilizzando la nostra perizia artigianale nella fabbricazione, le vetrine che costituiscono l’esposizione “Infinity of Nations”, trasmettono con successo le scelte formali dei progettisti, la piena misura dell’ambiente di esposizione dello Smithsonian e le elevatissime prestazioni di conservazione richieste dalle collezioni stesse.

Il progetto in numeri

Area espositiva: 600 m2 ; unità espositive: 34; lunghezza del fronte espositivo: 170 m