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Pinacoteca di Brera

Struttura per il restauro in situ della “Pala di Pesaro” di Girolamo Savoldo

Milano, Italia

2002-2003

La “Pala di Pesaro” è l’opera più grande di Giovan Gerolamo Savoldo, artista bresciano attivo nella prima metà del ‘500. La tavola raffigura una Madonna con bambino in gloria, alla presenza dei Santi Pietro, Domenico, Paolo e Gerolamo. Composizione aggiornata sulle novità di Tiziano, l’opera è articolata in due luoghi ben distinti, corrispondenti allo spazio divino, illuminato da un tripudio di serafini, e a quello terreno, dove trionfano la luce naturale ed il paesaggio, una veduta di Venezia. Giunta a Brera nel 1811 in seguito alla soppressione della chiesa di San Domenico di Pesaro, l’opera non è completa: come d’uso al tempo, la tavola prevedeva una cimasa di copertura, una predella a chiuderla in basso e altri elementi ora dispersi.

Progetto museografico: Ettore Sottsass, Studio Sottsass ed Associati, Milano

La sfida

Il peso e le dimensioni dell’opera hanno condotto nel corso dei secoli a un numero limitatissimo di spostamenti (perciò accuratamente registrati sul retro del dipinto) e ne hanno a lungo rimandato il restauro. Da qui l’idea innovativa di restaurarla in loco  e di far sì che il restauro fosse visibile da parte del pubblico, realizzando un laboratorio sotto vetro che attraverso l’utilizzo di piani mobili consentisse agli operatori di lavorare in posizione comoda.

La soluzione

Il Laboratorio Museotecnico ha ingegnerizzato il sistema, composto principalmente di un portale, di una piattaforma e di un telaio di supporto pala. Per l’accesso alla piattaforma, è presente, su di un lato, una scala di servizio. Sono compresi inoltre un box di protezione esterno, un pavimento galleggiante interno ed un mobile di servizio perimetrale interno. Il portale, costituito da due colonne portanti, da un traverso superiore in vista e dai relativi traversi di base, nascosti dal pavimento galleggiante, è l’elemento principale del sistema. Il telaio di alloggiamento dell’opera è l’elemento che fisicamente supporta direttamente la tavola ed è costituito da un tubo di alluminio delle dimensioni di 10x10 cm che compie tutto il perimetro del dipinto. Per mantenere in posizione la tavola,  sia di fronte, sia posteriormente, sono applicati a vite elementi di bloccaggio frazionati che consentono di impedire movimenti orizzontali allo stesso: anche in questo caso, a diretto contatto del legno dell’opera, sono posti cuscinetti morbidi in materiale sintetico appositamente realizzati. Il telaio con la pala è sorretto su due perni che ne consentono la rotazione da verticale ad orizzontale.

La piattaforma mobile è l’elemento sul quale i restauratori lavorano quando la zona di intervento supera la possibilità di lavorare da terra. Una volta posizionata la piattaforma al livello desiderato, l’accesso è garantito dalla scala laterale, protetta da sportelli di accesso, a chiusura a gravità. Sulla piattaforma sono collocati alcuni vassoi di sostegno per gli strumenti utilizzati normalmente nell’operazione di restauro. Il restauro può riguardare sia il dipinto, sia il supporto, infatti la piattaforma è simmetrica, quindi lo stesso spazio anteriore dalla parte del lato dipinto è mantenuto anche posteriormente (lato supporto). La struttura permette anche di procedere ad interventi laterali che riguardano lo spessore del telaio ligneo.

La zona di lavoro è delimitata da un box delle dimensioni approssimative di 9x9 m,  alto m 5,5 m, cui vi può ovviamente accedere solo il personale autorizzato. Per le lavorazioni che presentano produzione di polveri o di solventi in evaporazione, la passerella è dotata di 4 punti di aspirazione, posizionabili a piacere, in modo da poter raggiungere qualsiasi zona di lavoro.

Il progetto in numeri

Unità espositive: 1; lunghezza del fronte espositivo: 10 m