Indietro
  • Europa
  • Italia
  • Musei di arti decorative, artigianato, design
  • 2010-2018

Museo del Violino

Cremona, Italia

2013

Recentemente entrato nel patrimonio immateriale dell’Umanità tutelato dall’Unesco, il “saper fare” accumulatosi nei cinque secoli di storia della liuteria cremonese viene raccontato nel nuovo Museo del Violino ospitato in un palazzo di Piazza Marconi restaurato allo scopo, dove, accanto ad uno straordinario percorso in dieci sale costellato dai capolavori di Stradivari, Guarneri del Gesù, degli Amati è stato realizzato anche un auditorium dall’acustica perfetta. 

Il percorso museale è un viaggio nella storia degli strumenti ad arco, attraverso esemplari rari, documenti, suoni e immagini rimandati da installazioni multimediali. 

Progetto museografico: Studio Arkpabi, Cremona

La sfida

Per il Museo del Violino di Cremona, la Goppion è stata chiamata a realizzare le vetrine per esporre in assoluta sicurezza il patrimonio liutario, le cassettiere per gli strumenti di lavoro – disegni, forme, attrezzi – tramandati dalla bottega di Antonio Stradivari e donati al Comune nel 1930 dal liutaio Giuseppe Fiorini e, infine, gli arredi per le esposizioni temporanee, organizzate in collaborazione con i Friends of Stradivarius.

La soluzione

Goppion ha collaborato con i progettisti, gli architetti Giorgio Palù e Michele Bianchi, per ottimizzare le scelte progettuali e la loro fattibilità e ha curato l'ingegnerizzazione delle vetrine. Strumenti di inestimabile valore sono così protetti da vetrine ad alto contenuto tecnologico, che controllano l’umidità relativa con un sistema igroscopico in grado di assorbire o rilasciare vapore d’acqua, in modo che la sua concentrazione nell’aria oscilli intorno ad un valore predefinito dal precondizionamento del materiale tampone. Il sistema è inoltre coadiuvato da ventilatori temporizzati in grado di produrre interventi automatici che accelerano i processi di omogeneizzazione della corrente d’aria interna alla vetrina. Per il progetto illuminotecnico è stato coinvolto uno scenotecnico di teatro, Paolo Rodighero e la Aleart, che hanno individuato gli apparecchi e le ottiche ideali per illuminare da lontano e in modo omogeneo e calibrato i preziosi strumenti che fluttuano nelle loro vetrine, magici ed immateriali come le loro armonie. Il museo cremonese rappresenta per la Goppion una prestigiosa tappa in un percorso dedicato ai musei della musica che occupano un posto di assoluto rilievo nella storia dell’azienda e rappresentano uno dei fils rouges che la attraversano.