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Musée du Louvre

Galerie de la Vénus de Milo

Paris, France

2009-2010

Nell’estate 2010, a seguito di importanti lavori di ristrutturazione, il Museo del Louvre ha riaperto al pubblico le sale dedicate all’arte greca classica ed ellenistica. Situato all’angolo sud-occidentale del Cortile Quadrato, il complesso si articola in due gallerie che facevano parte degli antichi appartamenti reali e che proseguono poi nella celebre Sala delle Cariatidi. La galleria nord, organizzata geograficamente, costituisce un vero e proprio viaggio nell’arte greca dall’epoca del Partenone alla conquista romana e vanta alcuni tra i più celebri capolavori del mondo antico, valorizzati dalle nuove vetrine ad isola, quali lo splendido diadema d’oro e smalto, il vaso con la testa di Medusa, i ritratti di Alessandro Magno e Cleopatra, l’enorme vaso di Pergamo. La galleria sud, parallela alla precedente, espone le repliche romane dei capolavori perduti, in un percorso tematico dedicato agli dei e agli eroi della mitologia greca che culmina nella sala della Venere di Milo (l’opera più visitata del museo, dopo la Gioconda). La statua, oggetto di un lungo ed accurato restauro, riguadagna oggi il luogo in cui venne esposta all’epoca della scoperta, avvenuta nel 1820.

Progetto museografico: Direction Architecture-Muséographie-Technique, Musée du Louvre, Parigi

(Responsabile del progetto: Sonia Glasberg)

La sfida

Goppion ha collaborato con la Direzione del Museo per sviluppare un linguaggio espositivo che coniugasse linee e forme tradizionali con gli standard più avanzati di conservazione preventiva, controllo climatico, illuminazione e versatilità d’uso.

La soluzione

Il contributo principale della Goppion a questo progetto, i cui committenti si sono rivelati assai esigenti in termini di rispondenza dei modelli ingegneristici al disegno originale, è consistito essenzialmente nel realizzare vetrine interamente in vetro che integrassero nei montanti l’apparato di illuminazione a Led, con relativa evacuazione del calore, e il sistema di sostegno delle mensole riposizionabili, consentendone la manutenzione dall’esterno e garantendone la perfetta tenuta. La soluzione finale è stata raggiunta dopo un lungo percorso di elaborazione, in cui il Laboratorio Museotecnico ha dato prova di estrema duttilità, rivedendo più volte i progetti e correggendo ripetutamente il tiro fino alla fase dell’allestimento, durante la quale, grazie all’inserimento di speciali griglie frangi-luce sui singoli led è stato possibile minimizzare gli effetti di ombre, riflessi ed abbagliamenti che essi inevitabilmente producevano sulle superfici interamente vetrate delle teche.  Durante l’installazione, il museo – ad eccezione della galleria interessata – è rimasto regolarmente aperto al pubblico.

Il progetto in numeri

Area espositiva: 1.000 m2 ; unità espositive: 33; lunghezza del fronte espositivo: 70 m