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Musée du Louvre

Département des Arts de l’Islam

Paris, France

2012

La nuova ala dedicata ai capolavori dell’arte islamica, è frutto di un intervento che ha il rilievo della realizzazione della Grande Piramide di Pei. Ad accoglierla è il sottosuolo della Cour Visconti, in prossimità della Senna, dove è stato scavato un “forziere” di 12 metri di profondità, ricoperto da un grande “velo” iridescente di vetro.

La superficie espositiva si articola su due livelli. Il percorso di visita è ininterrotto, il discorso ritmato solo dai tempi di permanenza davanti agli oggetti, dalla meditazione e dal riposo voluti e favoriti dal progetto museografico curato da Renaud Pierard.

Progetto architettonico: Mario Bellini, Milano; Rudy Ricciotti, Parigi

Progetto museografico: Renaud Pierard, Parigi

La sfida

Gli interni sono dominati dai colori scuri: nero il pavimento, in pietra grigia scura gli arredi. In questo non spazio, le vetrine Goppion, lievi e trasparenti come bolle di sapone, quasi scompaiono per esaltare la visione dei coloratissimi oggetti contenuti e favorire la percezione dell’architettura storica o moderna.

La soluzione

Le vetrine Goppion rappresentano una sintesi felice di robustezza, tenuta e assoluta trasparenza. Il sottile basamento contiene le più avanzate tecnologie per il controllo climatico e per la sicurezza. Le vetrine “a scomposizione”, ortogonale o diagonale, si aprono completamente come ali dispiegate di un uccello in volo, permettendo al curatore di entrarvi letteralmente e sistemare gli oggetti, senza sforzo alcuno. Un duplice scorrimento consente infatti la traslazione sia dei due gusci di cui si compone la vetrina sia della parte interna. Una volta chiuse, le teche assomigliano piuttosto a cassaforti: senza gli attrezzi necessari, anche scassinando la serratura, sono inespugnabili.

Le vetrine a "cassa di vetro" dispongono invece di un sofisticato impianto a pantografi, azionato da un congegno idraulico, che solleva tutta la campana consentendo l'accesso totale al suo interno. La piena visibilità dei reperti è garantita dalle ampie superfici vetrate che, nel caso delle vetrine a scomposizione diagonale, si innestano tra loro solo ai vertici, senza interferire con la visione degli oggetti. Un capolavoro dell’engineering design applicato all’exhibition design.