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Musée de Vesunna

Site-musée gallo-romain

Périgueux, France

2003-2004

Nel cuore dell’antica città di Vesunna, il museo archeologico di Périgueux è stato edificato sui resti di un’ampia domus  gallo-romana, rispondendo alla duplice esigenza di tutelare l’emergenza archeologica e di mostrarne i ritrovamenti più significativi. La domus, costruita nella prima metà del I secolo d.C. intorno ad un ampio peristilio ed ampiamente ristrutturata nel corso del II, è notevole per l’ampiezza, per lo stato di conservazione delle sue strutture e soprattutto per la vivacità e la bellezza degli affreschi ancora in situ . Un’architettura decisamente contemporanea in vetro, acciaio e cemento consente oggi la valorizzazione del sito, esaltandone il rapporto con i monumenti antichi che lo circondano, la Torre di Vesone - grande santuario urbano - e le mura di cinta tardo-imperiali. La domus è il fulcro del museo: entrando nell’edificio il visitatore ha un colpo d’occhio spettacolare sui suoi resti. Le sale espositive sono concepite come dei balconi che si affacciano sul sito. Il percorso prosegue in basso, all’interno delle strutture antiche, su passerelle in legno che ne permettono una visita completa ed agevole.

Progetto museografico: Atelier Jean Nouvel, Parigi

La sfida

L’integrazione di un’ingegneria complessa in un design fortemente caratterizzato in senso museologico (la contestualizzazione nello scavo) e museografico (la specificità dell’exhibit design) rappresentavano la sfida del progetto. Le vetrine progettate da Jean Nouvel dovevano integrarsi nell’allestimento utilizzando le stesse finiture in legno. Per suggerire la posizione dei reperti al momento del loro ritrovamento nello scavo, si presentavano come campane in cristallo prive di profili e con il piano espositivo ad un’altezza ridotta. Gli apparati di illuminazione dovevano essere contenuti all’interno dello spazio di esposizione, ma in maniera molto discreta.

La soluzione

La Goppion ha realizzato vetrine a tavolo con campana in cristallo apribile a sollevamento. Per risolvere il problema determinato dalla ridotta altezza della base, che con un sistema tradizionale a vite avrebbe consentito un sollevamento molto limitato delle campane, sono stati applicati dei martinetti telescopici idraulici, azionabili mediante una manovella, che rendono il movimento particolarmente facile e fluido. L’illuminazione è stata realizzata con fibre ottiche i cui terminali sono posti all’interno di barre quadrate, orientabili in modo da garantire la migliore modulazione della stessa. Tutte le strutture e i dispositivi ingegneristici sono mascherati dal rivestimento in legno pregiato, della stessa tonalità di quello delle passerelle e degli altri elementi di arredo.

Il progetto in numeri

Area espositiva: 1.000 m2 ; unità espositive: 43; lunghezza del fronte espositivo: 50 m