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Louvre Lens

Lens, France

2012

La città di Lens, nel nord della Francia, importante centro minerario del passato, oggi afflitta da una grave crisi economica e sociale è stata scelta nel 2004 quale sede di una “succursale” del Louvre, mirata a creare nuove opportunità di sviluppo.

Inaugurato ufficialmente il 4 dicembre, giorno di Santa Barbara, patrona dei minatori, il Museo, ad un solo piano, sorge nel centro della città, in quello che un tempo era il cortile della miniera oggi trasformato in parco. Il complesso si compone di 5 corpi di fabbrica comunicanti, 4 rettangolari ed uno quadrato che, nella disposizione, ricordano la pianta allungata del Louvre parigino.

Le architetture, in vetro e alluminio, creano un rapporto dinamico con il paesaggio circostante, ora aprendo ampie vedute sulle colline di detriti che caratterizzano il paesaggi dell’ex sito minierario, ora riflettendo il verde del parco, in un continuo gioco di cambiamenti che crea suggestioni ed emozioni sempre diverse a seconda della luce o della stagione.

Gli spazi espositivi sono tre. Un corpo di fabbrica, la Galerie du Temps, è destinato ad ospitare a rotazione 250 opere provenienti dal Louvre, affiancando capolavori che vanno dal IV secolo a.C. fino al XIX secolo (solo ai capolavori più delicati come la Venere di Milo e la Gioconda, sarà risparmiato un viaggio nel bacino minerario).

Opere di tutte le epoche e di tutte le culture sono esposte fianco a fianco, con l'intenzione di creare un nuovo modo di concepire l'esperienza di una visita al museo. 
Altri due corpi di fabbrica sono invece dedicati alle mostre temporanee. Il Batiment 2, in particolare, è destinato alle grandi mostre (ne sono previste due all’anno), a partire dall’esposizione inaugurale dedicata al Rinascimento. Il Pavillon de Verre è, invece, la location di mostre temporanee legate al territorio che ospita il museo, la regione del Nord-Pas de Calais.

Progetto architettonico: SANAA, Tokio

Progetto museografico: Studio Adrien Gardère, Parigi

La sfida

Per il Louvre-Lens la Goppion ha costruito l’intero allestimento, realizzando ben 242 elementi (vetrine, mobili, tavoli, supporti). 
Vetrine speciali, realizzate ad hoc, si alternano alle ormai collaudatissime vetrine del Sistema Q Goppion.

La filosofia progettuale di Adrien Gardère, segnata da un sofisticato minimalismo, ha costituito una sfida anche per le installazioni realizzate da Goppion. La ricerca e la sperimentazioni si sono orientate verso materiali di dimensioni minime ma di grande resistenza.

La soluzione

Le vetrine sono caratterizzate dalla purezza estrema delle forme e dei volumi, dalla perfezione delle giunture e degli angoli. 
L’utilizzo di cerniere sottilissime, ma perfettamente efficienti, ha consentito di nascondere completamente i sistemi di apertura. 
Il colore dominante è il bianco, nelle sue diverse gradazioni e sfumature, con l’unica deroga nelle stanze dedicate alla mostra sul Rinascimento, dove compaiono, sullo sfondo di pareti in delicate tonalità di rosso, blu e giallo, elementi espositivi in frassino naturale invecchiato. 
L’effetto è la totale astrazione delle opere rispetto all’ambiente che le ospita: le opere d’arte emergono in tutta la loro purezza formale e simbolica, sospese nel tempo e nello spazio, volutamente decontestualizzate.