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Fondazione Prada

Venezia, Italia

2015

Ospitata nella settecentesca Ca’ Corner della Regina affacciata sul Canal Grande e sede veneziana della Fondazione Prada, la mostra “Portable Classic” esplora origini e funzioni delle riproduzioni in miniatura di sculture classiche, presentando oltre 90 opere in diverse scale e materiali e una selezione di ritratti dedicati a importanti figure del collezionismo del ‘500.

Le sale del Palazzo attraverso cui si snoda l’esposizione sono state ridotte alla scala di ‘studioli rinascimentali’ allo scopo di ricreare il punto di vista e la concentrazione che nel Rinascimento si dedicava alle copie miniaturizzate dei grandi classici.

 

Cura scientifica: Salvatore Settis

Progetto museografico: Rem Koolhaas, OMA

 

La sfida

L’eleganza e la raffinatezza del progetto di Rem Koolhaas che ha fatto della trasparenza e della leggerezza la cifra dominante delle costruzioni e l’uso esclusivo del plexiglas hanno costituito una sfida notevole per la precisione e l’abilità tecnica che la lavorazione dei materiali e la messa a punto dei sistemi di apertura richiedevano.

 

La soluzione Goppion

Le strutture espositive si diversificano per forma e dimensioni. Gli ‘studioli’ sono definiti da una struttura in tubolare di acciaio, con tamponature in policarbonato e vetrine in plexiglas di differenti dimensioni con apertura a sollevamento meccanizzato.

Per la Canon Room sono state realizzate due lunghe vetrine in plexiglas orizzontali suddivise in scomparti, mentre un’ardimentosa struttura costituita da 11 box, che poggiano su una base di lastre trasparenti, ha trasfigurato nel plexiglas la forma tipica di una struttura rinascimentale.

Completano l’allestimento le 8 basi in lamiera di acciaio per le repliche dell’Ercole Farnese di differenti dimensioni – sei delle quali protette da campane in plexiglas - collocate in una lunga teoria che culmina con il calco in vetroresina della statua originale.  

L’uso sapiente dei materiali con cui sono realizzati gli studioli, consente di sfruttare la capacità del policarbonato di filtrare la forte iconografia del Palazzo creando al contempo  un suggestivo dialogo con l’architettura interna e la trasparenza e la riflessione dell’acrilico per esaltare le opere esposte.

L’engineering design di Goppion ha offerto un significativo contributo al progetto, riuscendo a trasformare le strutture in tubolari da puro elemento di design a componente funzionale dell’allestimento, facendone un supporto capace di celare tutti i dispositivi meccanici ed i cavi elettrici necessari ad alimentare i corpi illuminanti integrati alle vetrine.

La felice soluzione ingegneristica ha saputo quindi conciliare l’estrema pulizia formale voluta dai progettisti con la complessità di prestazioni tecniche richieste dalle moderne esigenze di conservazione, raccogliendo inoltre la notevole sfida dovuta alla peculiare natura statica e strutturale di un palazzo storico veneziano, con pavimenti deformati, solai elastici e tutti i problemi che accompagnano il fascino della città lagunare.