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Museum of Fine Arts

Art of the Americas Wing, The Egyptian Gallery, The Greek Gallery

Boston, US

2007-2010

Il MFA di Boston è uno dei più importanti musei d’arte del mondo. Nell’autunno 2010 è stata inaugurata la nuova ala dedicata alle arti americane su progetto dello studio Foster & Partners, durato 10 anni, con un costo di 500 milioni. Il progetto ha arricchito le modalità di accesso ai grandi lavori artistici, ha migliorato la visita delle gallerie ed ampliato gli spazi espositivi per le collezioni enciclopediche dell’MFA (400.000 oggetti), i programmi educativi, gli impianti di conservazione e le mostre speciali.

Per la prima volta, dalla fondazione del museo nel 1870, la nuova ala espone insieme le espressioni artistiche delle Americhe, articolate secondo un ordine cronologico, dalla preistoria dei nativi e dalle collezioni precolombiane alle opere della metà del XX secolo. Affiancata da due padiglioni, rispettivamente a nord e a sud, l’ala comprende ampie zone vetrate che rendono il museo più trasparente e si aprono all’esterno, dialogando con l’architettura storica del museo.

Progetto architettonico: Foster & Partners Limited, Londra

Progetto museografico: Foster & Partners Limited, Londra; MFA’s Department of Exhibitions and Design, Boston

La sfida

Goppion è stato incaricato del progetto di ingegnerizzazione, della realizzazione dei prototipi, del controllo dei costi, della produzione e dell’installazione delle vetrine. Lavorando a fianco dell’Ufficio Progetti del’MFA, ha contribuito e continua a contribuire al rinnovamento di numerose altre gallerie del museo.

L’obiettivo e la sfida principale di questo progetto era riuscire ad utilizzare i talenti creativi e le energie di un team ampio e specializzato, per creare un prodotto di eccellenza e, soprattutto, un’esperienza di visita unica nel suo genere. Date le dimensioni del progetto – oltre 175 impianti principali su una superficie di 13.000 m2 articolata su 4 piani – la sfida consisteva anche nel rispettare tempi e budget, soddisfacendo ai requisiti di conservazione del museo e al tempo stesso mantenendo il giusto equilibrio tra il concept design dell’architetto e le richieste dei curatori.

Malgrado la distanza che separava l’MFA, lo studio Foster&Partners e la Goppion, tutti questi obiettivi sono stati raggiunti grazie ai supporti informatici e a quel ‘linguaggio delle vetrine’ che ha consentito a ciascun membro del team di giocare il suo ruolo al momento giusto e in stretta sinergia con gli altri. Questo ambizioso progetto ha rappresentato per la Goppion l’opportunità di affinare ulteriormente il suo metodo di lavoro, basato sulla stretta collaborazione tra tutti gli attori.

La soluzione

L’MFA e lo studio F&P hanno sviluppato il Concept Design preliminare e definito il budget complessivo. La Goppion ha lavorato a fianco del team del museo al completamento del progetto e alla finalizzazioni del budget. Nelle fasi iniziali sono stati definiti i criteri di conservazione preventiva, di sicurezza e di manutenzione. Altri elementi come l’illuminazione, i sistemi di apertura, l’allestimento interno e l’apparato didascalico sono state definiti nelle successive fasi di sviluppo del progetto, in un processo che ha richiesto un anno. Una volta definite le “famiglie” delle vetrine principali, Goppion ha iniziato la costruzione dei prototipi per dare fisicità al concept design  e verificarne eventuali limiti o difetti. Quando un prototipo veniva ultimato e valutato dal team, il progetto, fino ad allora rimasto sulla carta, diventava realtà.

Dopo l’approvazione dei prototipi e dei disegni esecutivi, la produzione e l’installazione sono state organizzate in base alla scala di priorità del museo. Da un punto di vista tecnico alcune vetrine sono tra i prodotti più sofisticati finora realizzati, come i “box” in vetro di scala eccezionale per i modelli delle navi, le sedie di Eames e l’arte pre-colombiana o le vetrine a parete, lunghe 6 metri e pesanti una tonnellata, che possono essere agevolmente aperte da un solo operatore. Sottilissime cerniere inserite nei cielini in vetro risultano praticamente invisibili. L’intero lavoro costituisce un tributo all’ingegno, all’abilità e alla collaborazione dell’intero team.

Il progetto in numeri

Area espositiva: 7.200 m2 ; unità espositive: 295; lunghezza del fronte espositivo: 670 m