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Musée des Arts Décoratifs

Paris, France

2003-2006

Riaperto dopo oltre vent’anni, il museo si presenta oggi con un nuovo grandioso allestimento e l’obiettivo di regalare all’osservatore gli elementi per riscoprire la storia delle arti decorative attraverso le testimonianze del quotidiano. Il visitatore può scegliere il percorso cronologico lungo un itinerario spettacolare dal Medioevo ai nostri giorni o, in alternativa, il percorso tematico che offre collezioni altrettanto scenografiche dedicate al rococò, al liberty, agli anni delle grandi Esposizioni Universali fino ad arrivare alle tendenze del 2000. Alle collezioni più specifiche sono destinati allestimenti particolari: è il caso delle “Period Rooms” che espongono le opere d’arte ricollocandole all’interno dei loro contesti originali, quali il salone Talairac e la sala Barriol per il XVIII secolo o la camera del Barone Hope del XIX. Originale e inattesa è la galleria dei giocattoli che riproduce un’immagine dell’arte in miniatura, vista attraverso gli oggetti dell’infanzia.

Progetto museografico: Oscar Tusquets (TD&A) & Bruno Moinard (4BI) Associated Architects; Sylvain Dubuisson; Bernard Desmoulin; Daniel Kahane; François-Joseph Graf, Parigi

La sfida

La sfida principale che la Goppion si è trovata ad affrontare è stata la necessità di sviluppare e ingegnerizzare contemporaneamente due diversi progetti con visioni antitetiche su come devono funzionare ed apparire le vetrine. Le vetrine disegnate da Bernard Desmoulin e dal suo team erano dei contenitori architettonicamente connotati, con delle peculiarità tecniche che andavano mostrate in una sorta di dialettica con gli oggetti in esposizione. Moinard e Tusquets avevano, al contrario, una concezione ‘minimalista’ della vetrina che doveva, in qualche modo, sparire a vantaggio delle opere esposte.

La soluzione

Nel complesso Goppion e i diversi team di designer hanno collaborato alla realizzazione di 142 vetrine oltre che dei pannelli, delle basi e del resto dell’apparato espositivo per un’area di 25.000 mq. Due distinti team di exhibit designer hanno lavorato a questo vasto progetto, creando gallerie diverse per identità, materiali e forme. Per il successo dell’impresa è stato necessario costruire i prototipi degli elementi più significativi ed analizzarli con i designer e i curatori del museo. Un esteso lavoro di modellazione in 3D ha reso possibile trovare il giusto equilibrio tra esigenze architettoniche e funzionali. Particolare attenzione è stata dedicata ai sistemi di apertura, alle guarnizioni e all’apparato d’illuminazione a fibre ottiche, arrivando a soluzioni diversificate per le varie tipologie di vetrine. Nella galleria dei giocattoli una vetrina è stata sospesa con un sistema innovativo di cavi in tensione tale da garantire la sicurezza dei bambini.

Il progetto in numeri

Area espositiva: 25.000 m2 ; unità espositive: 142; lunghezza del fronte espositivo: 509 m