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Museum of Anthropology at The University of British Columbia

The First Nation Gallery

Vancouver, Canada

2008-2010

Il MOA è uno dei maggiori musei didattici canadesi, famoso per le collezioni della costa nord-occidentale e per il suo rapporto di collaborazione con le First Nations ed altre comunità. Un grande progetto di rinnovamento e di ampliamento ne ha recentemente rafforzato il ruolo di istituzione pubblica e scientifica, aprendo nuove opportunità per la ricerca, la didattica e la fruizione. Concetto ispiratore del nuovo allestimento, che ha portato ad esporre oltre il 50% delle collezioni, è l’accessibilità. Il “deposito visitabile” consente oggi agli studiosi, ai nativi, agli studenti e ai visitatori il libero accesso alla totalità degli oggetti, in un ambiente esteticamente gradevole, ma caratterizzato da una ricca e densa esposizione.

Progetto architettonico: Stantec Architecture, Noel Best, Vancouver

Progetto di restauro: Graham Downes Architecture Inc., Steven Hoard, San Diego

Progetto museografico: Anthony Shelton, Skooker Broome, David Cunningham, MOA–Vancouver

La sfida

L’incarico del riallestimento è stato affidato alla Goppion, ritenuta l’unica ditta in grado di realizzare le vetrine e le installazioni richieste. Il museo era alla ricerca di un partner che fornisse un prodotto di eccellenza, all’altezza della sfida intellettuale e progettuale di realizzare un nuovo sistema per l’esposizione delle First Nations, fulcro della collezione e della mission del museo.

All’avvio della collaborazione con Goppion, il team del museo aveva un’idea assai chiara di cosa dovevano essere le vetrine, ma non altrettanto del se e del come potevano essere realizzate. Gli allestimenti interni richiedevano grande versatilità per ospitare i numerosi ed eterogenei oggetti in mostra, che spaziano dall’amo di osso di foca alla canoa in cedro. Vetrine per una superficie di 1.400 m2  andavano prodotte entro tempi e costi rigidamente definiti. L’installazione era poi ulteriormente complicata dai lavori di ristrutturazione dell’edificio ancora in corso. Alla fine le numerose riunioni, tenute sia a Vancouver che a Milano nell’arco di un anno, hanno portato a soluzioni eleganti e personalizzate.

La soluzione

Malgrado il concetto di “open storage” in espansione abbia da sempre caratterizzato il museo, i curatori hanno compreso che un’operazione radicale di ampliamento dell’esposizione richiedeva un ripensamento totale degli impianti espositivi. Le soluzioni realizzate ad hoc sono frutto della volontà di Goppion di comprendere a fondo le necessità del cliente e della propria capacità di progettare e adattare forma e funzione delle vetrine alla sua piena soddisfazione.

Per il MOA è stato sviluppato un sistema di cassetti con un innovativo meccanismo di scorrimento, con dispositivo antibrandeggio e smorzatore di fine corsa in apertura e chiusura, costituito da un sistema di guide ad alte prestazioni, per la cui realizzazione si sono rese necessarie numerose ed intense sperimentazioni. I cassetti, con uno sviluppo in larghezza fino a 3 metri, sono interamente in acciaio e chiusi da una lastra in vetro stratificato. Per sviluppare il progetto, i designer e i progettisti della Goppion hanno utilizzato video-conferenze ed incontri diretti, lavorando su files e modelli tridimensionali. Le capacità e l’esperienza del team di progettazione, che ha sempre lavorato a stretto contatto con il cliente, hanno risolto, con soluzioni innovative di altissimo livello, le numerose sfide incontrate nella progettazione, nella produzione e nell’installazione.

Il progetto in numeri

Area espositiva: 1.670 m2 ; unità espositive: 76; numero di cassetti: 536; lunghezza del fronte espositivo: 407 m