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Museo Egizio

Turin, Italy

2013-2015

Progetto architettonico e progetto museografico: Isolarchitetti, Torino

 

Inaugurato nella primavera del 2015, il nuovo Museo Egizio di Torino presenta spazi totalmente rinnovati per un’istituzione intenzionata a voltare pagina trasformando il  primo museo nella storia interamente dedicato all’arte e alla cultura dell’Antico Egitto in "un museo post moderno di standing internazionale".

 

L’architettura

Il progetto della nuova sede museale s’inserisce e prosegue la storia culturale dell’edificio di Guarino Guarini e ne arricchisce i significati e le funzioni che si sono succedute nel tempo: Collegio dei Gesuiti, Accademia delle Scienze, Museo di Storia Naturale e Galleria Sabauda. Ai volumi storici, recuperati e restaurati per le funzioni espositive, il progetto ha aggiunto tre nuovi piani, scavati al di sotto dell’area cortilizia, per l’accoglienza, le centrali tecnologiche e nuovi depositi, ha ricercato altri spazi sopraelevando il fabbricato di via Duse per un suggestivo roof-garden, ha recuperato i sottotetti per le dotazioni impiantistiche.

 

L’exhibit design

L’allestimento, l’architettura e la tecnologia concorrono a rappresentare e a mettere in scena storia, cultura e fascino della civiltà egizia. Il disegno degli spazi è studiato per ottenere un sapiente allontanamento dalla città e dal presente.

Il racconto dei reperti, la coralità delle collezioni, il lavoro di generazioni di archeologi sono accompagnati da profonde suggestioni sensoriali. Dagli spazi scuri e misteriosi della corte ipogea lo spettatore viene portato gradualmente alla luce ai livelli superiori, e ancora alla penombra delle tombe in un percorso ciclico come la rotazione della notte sul giorno, della vita sulla morte, del silenzio sulla festa. Dai sacri luoghi sotterranei alle sale, calde di colori e infinite come i deserti della storia, allo spazio verde dell’oasi di riposo: la scenografia in costante mutamento porta a sentire i luoghi per poterne comprendere la storia.

 

Le vetrine

Vincendo una gara internazionale, la Goppion ha realizzato l’intero allestimento del Museo: oltre 150 strutture tra vetrine, supporti e basamenti, costruiti ed installati a tempi record. Le vetrine, che raggiungono notevoli dimensioni, si caratterizzano per la grande varietà tipologica – ad isola, a parete, addossate – cui corrisponde un’ampia e funzionale gamma di sistemi di apertura, frutto della più recente ed originale ricerca tecnologica portata avanti dal Laboratorio Museotecnico Goppion.

La volontà dei designer di integrare lo spazio architettonico, fortemente connotato, e lo spazio espositivo richiedeva vetrine assolutamente diafane, quasi invisibili, che consentissero la visione delle opere esposte e, al tempo stesso, delle imponenti architetture seicentesche.

Grandi campane di vetro, caratterizzate da un design ‘minimalista’ e dalla assoluta purezza delle linee che inquadrano grandi volumi trasparenti, le componenti meccaniche, invisibili dall’esterno, sono confinate ai bordi e nello spessore delle grandi specchiature vetrate, in modo da non sovrapporsi né alle opere né alle architetture e da non distrarre in alcun modo l’attenzione del visitatore.

Sintesi felice di trasparenza e robustezza, le vetrine del Museo di Torino garantiscono, grazie ad una serie di accorgimenti mirati, l’assoluta incolumità delle opere e dei visitatori. I “cielini” di copertura di grandi dimensioni e di spessore limitato (per rimanere entro i limiti di carico dei solai dell’edificio storico), si “incastrano” sulle pareti verticali, grazie ad un esclusivo processo di lavorazione dei bordi (coperto da brevetto), invisibile all’esterno, che ne impedisce il collassamento anche in caso di cedimento degli adesivi.

In corrispondenza dell’anta di apertura, infine, l’inserimento al bordo della lastra orizzontale di un tensionatore di metallo (anch’esso brevettato) ne impedisce la flessione e ne garantisce l’indeformabilità nel tempo.

Le modalità costruttive delle vetrine, l’isolamento “stagno” del comparto espositivo, la perfezione delle guarnizioni garantiscono l’eccezionale livello di tenuta delle vetrine, testato dal Politecnico di Torino che, in presenza di manufatti di particolare fragilità, può arrivare ad un ricambio d’aria ogni 20 giorni.